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In un ampio progetto di ristrutturazione di un fabbricato colonico si è intervenuti anche sulle fondazioni esistenti che si presentavano superficiali e strette; lo stabile presentava già un quadro fessurativo preoccupante e i carichi al piede sarebbero aumentati. L’assenza di un cordolo di fondazione in c.a. ha portato il progettista a prevederne uno ex novo, già predisposto per alloggiamento dei pali con la presenza di tubi guida. Le caratteristiche meccaniche molto modeste delle successioni stratigrafiche ci hanno portato a scegliere pali senza asportazione di terreno, tipo mega, del diametro di 22 cm, spinti sino a -13.0 m.

Dopo la maturazione del nuovo cordolo di coronamento si è provveduto ad infiggere dapprima tutti i pali, mentre durante una seconda fase sono stati precaricati a gruppi con lo scopo di risollevare il fabbricato laddove aveva subito i maggiori cedimenti differenziali; nella terza fase la testa dei pali è stata resa solidale ai tubi guida all’interno del nuovo cordolo a mezzo di cordoni di saldatura.