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Nel cantiere in oggetto i proprietari ci hanno incaricato di arrestare il progressivo cedimento dei pilastri del loro porticato. Avevano già provato ad affidarsi ad una impresa di consolidamento fondazioni che gli avevano proposto l’utilizzo di resine espandenti, ma dopo poco tempo dalla fine dell’intervento, le lesioni si erano ripresentate; l’impresa coinvolta ha dapprima provato a rimediare con una seconda iniezione di resina ma non ottenendo i risultati sperati ha installato dei pali di piccolo diametro avvitati con un mini escavatore; a distanza di tempo anche il terzo tentativo non aveva ottenuto effetti apprezzabili. Dalle prove penetrometriche statiche C.P.T. abbiamo compreso perchè anche l’utilizzo dei mini pali avvitati era stato inefficace: a detta del committente erano stati spinti a – 3.0 m, credo a causa della limitata potenza degli avvitatori che possono alimentare i mini escavatori utilizzati per la loro l’infissione, ma il sub strato competente in grado di dare affidabilità e durata ad una palificata si trovava a – 10.0./11.0 m. Con la nostra tecnologia siamo riusciti a spingere dei pali diam. 135 mm sino – 11.0 m sviluppando una forza ultima di 40 ton ; una portata limite con un alto coefficiente di sicurezza rispetto ai carichi che i nostri pali devono sostenere. La bontà dell’intervento si è espressa anche dalla chiusura delle lesioni che erano presenti sui pilastri.