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Siamo stati chiamati ad intervenire per un cedimento delle fondazioni di un fabbricato colonico dove era già stato tentato l’utilizzo delle resine espandenti da parte di un’altra impresa. Questo è un caso in cui il fabbricato insiste su argille rigonfianti che nei periodi siccitosi si sovraconsolidano, diminuiscono di volume e creano i dissesti a livello delle fondazioni palesati delle lesioni sulle murature. Quello che abbiamo verificato immediatamente durante gli scavi è stata la bassissima plasticità del terreno per la mancanza di umidità, un terreno che paradossalmente ha una portata molto elevata; sono emerse anche le cannule che sono state utilizzate per l’iniezione della resina, inserite sino a 50/60 cm al di sotto delle fondazioni esistenti. La resina espansa è stata individuata soprattutto sul fianco interno ed esterno della fondazione tra lo spazio che si era creato per l’essiccamento della argilla e in mezzo al materiale incoerente al di sotto del marciapiede; è facile capire che è impossibile per la resina ramificarsi e rigonfiarsi nel terreno coesivo compatto e modificarne quindi le caratteristiche come viene pubblicizzata.
Dopo l’intervento con la resina espandete la argilla ha continuato a risentire delle variazioni di umidità e a ritirarsi nei periodi siccitosi peggiorando i dissesti del fabbricato. La nostra soluzione è stata prima di tutto realizzare un nuovo cordolo in trave HEA 240, dato che il fabbricato era posato su una fondazione di muratura e ciottoli, in seguito abbiamo inserito pali tipo mega diam. 177 mm che hanno raggiunto le marne, attraversando le argille essiccate.
L’utilizzo dei pali tipo mega permette di verificare la loro portata, precaricarli per annullare i cedimenti e risollevare la fondazione alla sua quota originaria.